martedì 5 luglio 2011

Tivoli ha avviato il gemellaggio con Delfi, "Guidonia lo cerchi con Delft"

   

   Un gemellaggio tra Guidonia Montecelio e la città olandese di Delft. E' la richiesta avanzata dal capogruppo Pdl Marco Bertucci al Consiglio comunale della Città dell'Aria.
   "Guidonia - ha spiegato Bertucci - nei prossimi anni ospiterà la Facoltà di Ingegneria Aerospaziale all'interno dell'aeroporto militare Barbieri. La cittadina olandese di Delft ospita oggi la "Delft University of Technology" dove è presente una facoltà di ingegneria aeronautica ed aerospaziale all'avanguardia a livello europeo. Per il futuro è quindi auspicabile una stretta collaborazione tra le due realtà, con programmi di scambi universitari che possono contribuire alla formazione e alla valorizzazione di entrambi i poli scientifici".
   "Il gemellaggio con Delft - ha concluso Bertucci - mira anche a valorizzare il patrimonio storico e culturale di Guidonia Montecelio, il cui polo aeronautico ha rappresentato un vanto sia per gli studi pionieristici effettuati sia per le avanzate tecnologie da supporto agli stessi che sono stati realizzati, galleria del vento e vasca idrodinamica su tutte".

sabato 2 luglio 2011

Ferro boccia la possibilità di maggioranze alternative: "dall'opposizione nessun contributo"



   TIVOLI - Durante l’ultimo Consiglio comunale, questo sabato 25 giugno, il consigliere del Pd Andrea Ferro da un’interpretazione, ancora nuova, dei motivi dell’attuale stagnante crisi politica cittadina.
   “Signor Sindaco, signor Presidente, colleghi. Io non sono affatto stupefatto del suo intervento. Chi si illudeva che ci fossero le condizioni per un suo scatto d’orgoglio credo riponesse una speranza vana. E non perché non ci può essere anche, capiamoci, un momento, e anche in Consiglio comunale, in cui, diciamo, si va sopra le righe. Questo può succedere. Il problema caro Sindaco è che lei in questo anno abbondante si è specializzato nello sport del galleggiamento, e spesso sulla stampa e in Consiglio comunale lei fa mostra di questa sua capacità, ondeggiando da Nord a Sud, da Est a Ovest”.
  “ Io ho abbastanza chiaro – prosegue Fero – quello che sta succedendo, e lo dico con grande tranquillità. Dentro al Popolo della Libertà, che è il partito che dovrebbe essere la spina dorsale di questa maggioranza, c’è in atto una crisi politica che io penso nei prossimi mesi, non solo a Tivoli, scoppierà ancora più deflagrante, perché è evidente che siamo di fronte alla fine di una fase politica e se ne sta aprendo un’altra. E un sistema politico, quando sta per cadere, un partito quando dimostra chiaramente che sta alla fine, diciamo, della sua funzione strategica, perché è questo che sta avvenendo in questo Paese, mostra la sua faccia peggiore. Sono amplificate le impossibilità, l’incomunicabilità, e tutto diventa equilibrio fra le componenti e le correnti. Caro Sindaco io ho la netta impressione che dentro al Popolo della Libertà da mesi si combatta una lotta fra le componenti. Il suo grave errore, io credo, è che lei si è fatto parte della lotta di queste componenti, e invece di essere il Sindaco che fa sintesi nella sua coalizione e nel suo partito è parte in causa, e lei per questo non firma l’accordo che i partiti hanno trovato. E’ per questo che – fino a 48 ore fa? – il Popolo delle Libertà chiede l’azzeramento e lei non lo concede. Perché lei è parte della lotta delle componenti, degli equilibri, dei poteri, del Popolo della Libertà. Lei è una componente del Popolo della Libertà. E siccome, all’interno delle funzioni del suo partito, lei, da Sindaco, ha potuto, diciamo, avere collaboratoti, Assessori [“l’Assessore all’Urbanistica, l’Assessore ai Lavori Pubblici e l’Assessore ai Servizi sociali”, come chiarito poi da Andrea Napoleoni, Io Progetto Tivoli, nda], e altro, che fanno direttamente riferimento a lei, il rimpasto non lo fa perché non vuole cedere le sue quote di potere interno al Popolo della Libertà. Questa è una cosa che a mio parere traspare chiarissimamente. Il problema, caro Sindaco, è che siamo in un regime diverso, siamo con l’elezione diretta. Nei momenti in cui non c’era l’elezione diretta, quando forse la politica aveva anche qualche parola in più,  qualche possibilità in più, non l’opportunità, ma il problema di Gallotti Sindaco forse questa città l’avrebbe risolto già da qualche mese, con il cambio alla guida dell’amministrazione. Ma noi siamo in un regime di elezione diretta del Sindaco. E lei ha dimostrato in questi mesi, mettendosi parte nelle questioni del Popolo della Libertà e della maggioranza, che ha, a mio parere naturalmente, male interpretato la funzione di coordinamento, di sintesi, di capo di questa amministrazione e di fatto, come è del tutto naturale, di capo politico del Popolo della Libertà. Perché lei è il Sindaco, l’esponente amministrativo più alto in grado di un partito che è maggioranza in Consiglio comunale. E io penso che lei questa funzione non l’abbia esercitata, non l’abbia nelle corde, di più; non solo non l’ha esercitata perché non l’ha nelle corde, ma non l’ha esercitata perché non ha nessuna intenzione. Caro Sindaco, la questione della società civile va benissimo. Lei non può pensare che noi dimentichiamo che lei 10 anni fa ha fatto il Sindaco, che la sua famiglia è stata la famiglia fondatrice di Forza Italia a Tivoli, che suo fratello, che stimavamo tutti, è stato Senatore della Repubblica, che lei è stato candidato nel 2006 alle politiche. La questione della società civile, dell’imprenditore prestato alla politica è un bluff che non funziona più. Lei è pienamente nel quadro degli scontri interni del proprio partito; questo è il punto”.  
   E in conclusione aggiunge un ulteriore interessante spunto di riflessione. “Il problema vero, caro Sindaco, cari Consiglieri, è che mentre voi giocate agli equilibri delle correnti interne della maggioranza e al partito di maggioranza relativa, mentre c’è l’uscita dell’UDC che, oggi, come dire, ridà la disponibilità, come l’ha fatto pubblicamente nei giornali, a rimanere nel centro-destra, con una divisione anche strategica nella maggioranza di chi vede la possibilità di maggioranze alternative a quella che ha vinto le elezioni anche con il contributo, che io credo non verrà, ne sono certo, non verrà da nessuno degli esponenti dell’opposizione, ma è chiarissimo e è noto che quello che ha detto il consigliere Centani [Carlo Centani, Amore per Tivoli, nda] è vero, e cioè che in questa fase, in questi giorni alcuni esponenti anche di un certo spessore del Popolo della Libertà hanno lavorato per attrarre Consiglieri dal centro-sinistra, portarli nella maggioranza per fare coalizioni, più chiuse più larghe non mi interessa, ma comunque diverse da quelle che hanno vinto le elezioni”.
   Ma se il capogruppo ed il coordinatore della PdL, Raffaele Rossi e Marco Innocenzi, si affrettano a chiarire, rispettivamente, che nessun consigliere come nessun membro del coordinamento “si è mai adoperato per trovare soluzioni che non siano la maggioranza politica che è uscita dalle elezioni”; se non si tratta né di un consigliere né di un membro direttivo, chi potrebbe essere allora a cercare appoggi dall’opposizione?

Inaugurato il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli


  “I santuari sorgono sempre in luoghi molto belli perché lì, diciamo, spira la divinità”. Niente di più condivisibile e calzante di quanto sostenuto dal prof. Filippo Coarelli, l’archeologo che ha fatto da supervisore scientifico ai lavori di restauro e ripristino che hanno portato all’inaugurazione, lo scorso 23 giugno, del Santuario di Ercole Vincitore.
   Il centro di culto religioso, risalente al I sec. a. C., si innalzava infatti sul versante sud della forra dell’Aniene, fuori dalla città, in una posizione strategica a cavallo della via Tiburtina Valeria, principale raccordo tra l’Abruzzo e il Lazio, e con una vista impagabile su Roma. La strada veniva di fatto inglobata nel complesso, unicum nel panorama dei santuari coevi, con una monumentale galleria in muratura, la via Tecta. Un capolavoro dell’ingegneria romana che mostra diversi aspetti innovativi: l’area sacra, con al centro il Tempio, sottolineata su tre lati da portici a due piani (antica idea di Autogrill); potenti sostruzioni costruite per colmare il dislivello orografico della zona; ed un teatro per le rappresentazioni sacre, in asse con il Tempio, da circa 3.600 spettatori. Il tutto occupava un’area immensa, circa tre ettari, come spiegato da Piero Angela, con un Tempio “paragonabile, come grandezza, al Colosseo” (141 x 188 m). Anche se “purtroppo le cose rimaste sono molto poche”. 
   L’analisi dei materiali ha rilevato una significativa presenza del pregevole marmo dell’isola di Paro, attestando così consistenti rapporti con il mondo greco. Tivoli infatti era una fiorente città a vocazione mercantile ed è facile immaginare che notabili locali, arricchitisi grazie ai commerci con il mondo egeo, si servissero di botteghe di scultori della Grecia insulare. L’uso della decima poi, offerta da mercanti e generali vittoriosi, permetteva al santuario tiburtino di disporre di ingenti patrimoni e risorse liquide, tanto da essere in grado di concedere prestiti e ricavarne interessi.
   Col diffondersi del cristianesimo però, l’imperatore Teodosio, nel IV secolo d.C., impose la chiusura di tutti i templi dedicati alle divinità pagane, imponendo al Santuario dedicato ad Ercole - divinità notoriamente protettrice delle vie di transumanza e dei pastori, oltre che degli scambi commerciali - numerose e radicali trasformazioni. Così, la ciclopica opera architettonica, in stato di abbandono, fu utilizzata come “cava di materiali”, fino a diventare, nel Settecento, oggetto di una articolata fase di industrializzazione: da fabbrica di armi della Camera Apostolica a impianto di manifattura della lana; da fonderia di cannoni, voluta nel 1802 da Luciano Bonaparte, a centrale elettrica della Società delle Forze Idrauliche, la quale realizzò il canale Canevari (dall’ingegner Raffaele Canevari) per la raccolta delle acque degli antichi acquedotti e di quelle di scarico della Villa d’Este, al fine di alimentare la centrale elettrica dell’Acquoria, grazie alla quale, il 16 agosto del 1886, Tivoli fu la prima città d’Italia ad essere illuminata con l’energia elettrica, che rifornì subito anche Roma. Infine la “Cartiera Mecenate” di Giuseppe Segré, la cui produzione è cessata solo negli anni ’50 con l’acquisizione dei resti del santuario da parte del demanio.
   Oggi, il progetto di rinascita del Santuario, sostenuto dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio,  prevede il ritorno degli spettacoli nella cavea teatrale antistante il grandioso tempio, riportata alla luce e riadattata con la ricostruzione delle gradinate, nonché l’allestimento di un Antiquarium per la raccolta ed esposizione dei reperti più significativi (sculture e iscrizioni) riemerse dai decennali scavi.
   Fin qui, come ricordato dal Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio Federica Galloni, sono stati spesi circa 15 milioni e mezzo di euro in 3 anni, finanziati per circa 10 milioni dal gioco del Lotto e per 5 milioni con la Legge Finanziaria del 2007.
   Giustamente orgoglioso il Sindaco di Tivoli Sandro Gallotti, per il quale si “restituisce alla nostra trimillenaria città un ulteriore prezioso tassello da aggiungere al cospicuo patrimonio storico ed artistico”, che vede racchiudere in un breve raggio “insieme a Villa d’Este e a Villa Adriana, i nostri due siti Unesco, anche Villa Gregoriana, i templi dell’acropoli, la storica centrale idroelettrica dell’Acquoria e i numerosi resti di ville romane”. Sono intervenuti all’evento pure la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini ed il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Giancarlo Galan.
   Consapevole dell’importanza del nuovo sito tiburtino anche la Presidente Polverini: “stiamo rivedendo tutti i pacchetti turistici del Lazio perché sappiamo che a due passi da Roma ci sono cose altrettanto belle e ricche di storia”. E aggiunge: “in questo Paese abbiamo la responsabilità di recuperare, valorizzare e conservare la storia del mondo”. Le fa eco, a monito, il Ministro Galan: “abbiamo una straordinaria fortuna che ci dobbiamo meritare fino in fondo”.
   Durante la serata Piero Angela ha introdotto il filmato, realizzato insieme a Paco Lanciano, “Un viaggio nel tempo: 2000 anni fa” che ha racconta il Santuario del passato, ed Eugenio Bennato, nel concerto “Grande Sud”, ha suonato la taranta delle tammorre, tamburi che “ritroviamo spesso nelle rappresentazioni ed affreschi della romanità”.  

mercoledì 15 giugno 2011

Giunta Gallotti è crisi: si dimettono gli Assessori Capobianchi e Fidanza




DOCUMENTO DELL'UDC 


"L'UDC di Tivoli, coerentemente agli impegni assunti con i cittadini e con le forze politiche di maggioranza (PDL - APT - LA DESTRA), visto il perdurare dell'immobilismo amministrativo più volte denunciato seppur inizialmente giustificato, tenuto conto anche degli ultimi avvenimenti politico-amministrativi e delle esternazioni del Sindaco, gravemente lesive dell'onorabilità dell'UDC e dei suoi rappresentanti, preso atto della difficoltà di condividere metodi politici ed amministrativi, ritira le proprie delegazioni e apre ufficialmente la crisi del centrodestra nel comune di Tivoli.

L'UDC garantisce massimo impegno a che si possa esprimere al più presto una maggioranza politica in grado di onorare gli impegni presi con i cittadini".
 

TIVOLI 14/06/2011 


Di conseguenza: l’assessore alla Mobilità e Organizzazione amministrativa, Alessandra Fidanza; l’assessore al Bilancio, Tributi e Programmazione Finanziaria, Marino Capobianchi; il vicepresidente del Consiglio di Amministrazione dell’Asa Spa, Francesco Di Romano; hanno rassegnato, questa mattina, le dimissioni dai rispettivi incarichi.
“La decisione del partito non poteva che essere questa – dichiara Ezio Fiorenzi, Coordinatore dell’Udc di Tivoli –. L’Udc ha tenuto e terrà fermi i punti del rispetto della persona, del bene comune, dell’autonomia politica e territoriale, del diritto all’errore e della possibilità di sognare.  In quest’ottica, l’Udc garantirà il massimo impegno a che si possa esprimere, al più presto, una maggioranza politica in grado di onorare gli impegni presi con i cittadini”.





lunedì 13 giugno 2011

Tivoli. Michele Pagano (Udc). Il Sindaco Gallotti chiarisca il senso delle sue ultime esternazioni



   “Il Sindaco di Tivoli, Sandro Gallotti, chieda la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio comunale per chiarire chi sono i destinatari delle sue ultime durissime esternazioni, così come riportate dagli organi di stampa – è quanto dichiara Michele Pagano, Presidente del Coordinamento Udc della provincia di Roma -. Non vorremmo che le stesse siano un tentativo di mascherare le difficoltà interne al Pdl. L’Udc si conferma al servizio della Città e a rappresentare gli interessi della collettività. Il partito, comunque, affronterà le questioni attinenti all’attività amministrativa e politica nel corso della riunione, allargata al Coordinamento provinciale, che si terrà martedì pomeriggio”.

sabato 11 giugno 2011

Se Gallotti piange, i Tiburtini possono ridere?



   TIVOLI - Non pago di avergli rivolto un bel “vaffa…”, strillato dal centro dell’aula e accompagnato da un ampio gesto del braccio, Alessandro Fontana gli dedica anche un rabbioso “lurido verme”! Il consigliere del Partito democratico ce l’aveva con l’Assessore Marino Capobianchi (UDC), reo di aver detto al Sindaco Sandro Gallotti, preso da un attacco di pianto durante l’ultima seduta di Consiglio comunale (quella che lo scorso venerdì 10 giugno avrebbe dovuto approvare il Bilancio di previsione per l’esercizio in corso) che il medesimo consigliere, lanciando un applauso di solidarietà, in realtà lo stava soltanto “prendendo per il c…”!
   Chissà. Magari Fontana ha realmente provato sincera empatia per quell’uomo che, pur essendo espressione di un altro schieramento, sta adesso attraversando un “dramma” analogo a quanto recentemente vissuto dal “suo” Sindaco, Giuseppe Baisi; e forse, nella testa del consigliere di minoranza, la colpa ha anche origini comuni.
   Comunque, tra “cialtroni della politica”, gente che non ne capisce molto della “carta da macero”, soggetti che vengono meno alla propria “funzione di correttezza, imparzialità e rappresentanza istituzionale”, “vermi”, e via scorrendo, verrebbe proprio da chiedersi da che tipo di persone è riempita la sala consiliare di Palazzo San Bernardino. In realtà è chiaro che il clima tesissimo che si respira dentro la sede del governo cittadino è lo specchio di una situazione politica all’interno della maggioranza ormai sull’orlo dell’implosione.